I nazisti portavano le loro vittime alle camere di gas con l'accompagnamento di orchestrine formate da prigionieri, frequentemente anche loro destinati alla morte. Quale era la musica favorita dai genocidi a questo scopo? Un racconto raccapricciante.

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Il tango della morte
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In molte delle testimonianze dei sopravvisuti dei campi di sterminio si menziona l'orchestrina, formata da ebrei, che i nazisti a volte obbligavano ad accompagnare con musica l'entrata dei gruppi di prigionieri nelle camere di gas. Quel che generalmente non si dice è quale genere di musica era utilizzata, e in particolare quali canzoni. Il poeta ebreo-romeno Paul Celan intitolò il suo poema sul lager del quale era sopravvisuto "Tangoul mortii" (tango della morte). Sebbene alcuni autori lasciano supporre che la parola "tango" era generica, e che si riferiva a qualsiasi tipo di musica impiegato, includendo foxtrots, valzer e polke, ci sono riferimenti ad un pezzo musicale specifico che i nazisti preferivano per l'occassione. È il tango "Plegaria" del compositore Eduardo Bianco.

Bianco era un bandoneonista argentino che aveva migrato a Parigi nel 1923, come molti altri musicisti e ballerini atratti dalla moda tanguera in Europa. Nel 1929 compose "Plegaria", dedicato a Alfonso XIII, il reazionario re spagnolo sconfitto due anni dopo dalla rivoluzione repubblicana. Nel 1931 compose il tango "Evocación", dedicato a Benito Mussolini, dittatore fascista d'Italia. Durante i drammatici anni 30 i viaggi artistici del suo gruppo coprirono, secondo gli archivi del controspionaggio francese e inglese, attività di spionaggio nel Medio Oriente in favore dell'OVRA italiana, anche se alcuni sostengono che Bianco era già allora agente della Gestapo tedesca.

Bianco registrò "Plegaria" nel 1939 a Berlino e in versione tedesca. È un tango dimenticabile, con parole tra il melenso e la necrofilia ("È morta la bella penitente,/è morta e la sua anima pentita/ ha volato molto lontano da questa vita...") e più dello stesso. Qualcosa di molto lontano dalla creatività poetica di un Buenos Aires che era rimasto sempre più lontano per Bianco, cancellato da un quarto di secolo di residenza in Europa.

"Plegaria" sembra è piaciuto molto sia al Führer che al entourage militare del suo regime, quel che spiega il suo macabro uso nei campi di sterminio.

preso da: "Tango Judío" di Julio Nudler.

Nota per i tangueros italiani: occhio che ballare "Plegaria" porta iella!

M.A.G. Bologna gennaio 1999
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